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Fake Friend
Il grand tour social con l'amico in affitto
Quanto è importante non essere soli? Quanto conta avere amici o, almeno, poterli esibire? Quanto ci interessa, infine, mostrare di essere richiesti, felici, impegnati?
Si muove tra queste domande il reportage fotografico #fakefriend (finti amici) di Niccolò Rastrelli, inconsueto viaggio di un ipotetico turista tra le città più note d'Italia accompagnato da persone... in affitto. Già, perché se agli interrogativi ontologici è difficile dare risposta, più immediato è invece navigare nelle umanissime scorciatoie inventate per colmarli. A partire da siti internet che consentono di selezionare le persone che si vorrebbero come compagnia e di prenderle a noleggio per qualche ora. Ovviamente, dietro pagamento di una tariffa stabilita dal noleggiato.
L'uberizzazione delle amicizie arriva – e come potrebbe essere altrimenti – dall'estremo Oriente, dove on demand si prendono soprattutto celebrity e influencer con decine di migliaia di follower con cui scattare selfie da esibire per aumentare il proprio status sociale. È radicata negli States, la patria dell'economia tra peers, che affittano qualsiasi cosa, dalla macchina al paio di jeans. Ed è arrivata anche nell'Europa tradizionalmente meta dei turisti di mezzo mondo alla ricerca di storie, avventure e divertimenti. Da condividere: gratuitamente o meno.
In Italia il fenomeno degli amici a noleggio è recente – quasi nessuno di quelli incontrati da Rastrelli è iscritto sul relativo portale da più di sei mesi – ma, soprattutto, ha assunto connotati originali: non tanto e non solo fonte di ricavi immediati, quanto piuttosto speranza di incontri che possano portare opportunità future. Ma anche, a far onore al Paese, desiderio di mostrare la propria città a eventuali turisti, e occasione per viaggiare pur rimanendo a casa propria.
Capita così di trovare consiglieri comunali in affitto sulla piattaforma (rentafriend.com), ma anche insegnanti, medici e giovani plurilaureati che, come spiega una di loro, la 27enne Evelyn, italo brasiliana nata a Bologna, sperano «di poter mettere in mostra le proprie capacità incontrando qualcuno di interessante, magari straniero».